domenica 12 giugno 2016

MIRTO, MAIALINO SUPERSTAR DEL CENTRO DI ROMA: "TUTTE LE MATTINE CORRE A VILLA BORGHESE" -FOTO

 

Mirto non passa inosservato fra i turisti e la ”movida” del centro storico. Lui è un maialino vietnamita di rara sensibilità e affetto.

«Sembra incredibile - racconta il proprietario, Stefano, 36 anni, cagliaritano - ma è proprio così. Mirto vive nel mio appartamento, vicino piazza di Spagna. Ora ha otto mesi e si comporta come un dolce cagnolino. La mattina mi viene a svegliare spingendo il muso sul letto. E poi è molto pulito. Quelle poche volte che si sbaglia a fare i bisogni in casa, mi avverte subito. Grugnisce in più modi. E io riesco a capire dai suoi rumori cosa vuole: se deve mangiare, se vuole uscire. Davvero un compagno inseparabile». Per i visitatori del centro storico ormai Mirto non è più un mistero. Tanti i turisti che si imbattono, nei pressi di piazza Navona (dove lavora il proprietario) ma anche a piazza di Spagna, nel maialino che si lascia accarezzare ed emette grugniti di gioia. I bimbi si divertono a farsi slegare le scarpe da Mirto. Il piccolo suino è uno specialista: con il muso e con i denti si diverte a risucchiare i lacci fino a scioglierli. Ma c’è anche qualcuno a cui Mirto fa pena, convinto che possa soffrire in casa. «Non è così - sottolinea convinto Stefano - Mirto sta benissimo e ci vogliamo bene reciprocamente. Quando mi accorgerò che non sarà più a suo agio, lo metterò in un terreno che ho fuori Roma. Quindi, tranquilli, Mirto si diverte e sta bene. Tutte le mattine lo porto a correre a Villa Borghese».












sabato 11 giugno 2016

Sempre attaccato al fratello cieco per fargli da guida: ecco la toccante storia di due cuccioli


In questa foto dormono teneramente abbracciati e stretti sulla stessa brandina, trasmettendo grande empatia e simbiosi. E questa immagine intenerisce e scalda ancora di più il cuore, se si scopre che uno di questi due cagnolini è cieco e il fratello cerca di sopperire alla sua cecità, standogli sempre attaccato, in modo da fargli da guida e da rassicurarlo. Ѐ davvero toccante e sta commovendo tutto il web la storia di Jermaine e Jeffrey, questi i nomi dei due cuccioli di razza simil Pit Bull che si vedono in questa fotografia, recuperati a sei mesi mentre vagavano per le strade di Philadelphia. Sin da subito i due sono apparsi uniti da un legame forte e inscindibile: non si dividono mai e camminano in sincrono, sempre insieme, come fossero un unico corpo. Se si ritrovano in un luogo nuovo e poco familiare, il senso di smarrimento e le titubanze iniziali del fratello cieco vengono subito placate dall’altro cagnolino che, grazie al suo aiuto e al suo senso di protezione, mette il cucciolo in difficoltà nelle condizioni di rilassarsi e di godersi della rinnovata indipendenza, girando con calma per la stanza. Secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sul sito animalista greenstyle.it, a prendersi cura dei due cani è ora l’associazione Operation Ava, uno dei pochi canili americani dove il recupero di un randagio spesso coincide con la sua sponsorizzazione verso l’adozione e in cui non viene praticata l’eutanasia sui trovatelli a quattro zampe. Sono stati proprio i volontari di questo rifugio ad accorgersi dell’incredibile rapporto che unisce i due piccoli quattro zampe, e per questo motivo adesso si cerca per loro un’adozione di coppia, perché è impensabile separarli o dividerli: Jeffrey, ora di otto mesi come il fratello, si affida completamente alla guida di Jermaine, che lo conduce con estrema sicurezza in ogni spazio. I due sono legati da un legami indissolubile. Sono in moltissimi a voler conoscere i due cagnolini, in modo da stabilire con loro un contato diretto. Intanto, i due crescono meravigliosamente e godono di ottima salute. Se continuano così, presto raggiungeranno i 23 chilogrammi. Quello che si spera è che possano trovare una famiglia che si prenda cura di loro amorevolmente, offrendogli tutte le attenzioni e le cure necessarie. Cosa che non sembra essere così lontana da avverarsi, visto che proprio recentemente un anonimo donatore ha pagato la tassa necessaria per favorire la loro adozione di coppia.

TYSON, ECCO IL CHIHUAHUA PIÙ PICCOLO DEL MONDO: "MANGIA GRAZIE A UNA PIPETTA"


Pesa appena 5 chili e riesce a stare tutto dentro ad una mano. Così minuto eppure così vispo, Tyson è il chihuahua più piccolo d'Inghilterra.

Un cucciolo così minuscolo da dover essere alimentato con una pipetta. Tyson il chihuahua è stato respinto dai suoi fratelli alla nascita poichè era troppo piccolo e debole per succhiare il latte dalla mamma. Dopo essere stato buttato fuori dalla lettiera, l’animale è stato esaminato dai veterinari e ora è diventato un vero e proprio personaggio famoso!





giovedì 9 giugno 2016

Kye, il cane poliziotto morto per salvare il collega: commozione al funerale/ Foto


OKLAHOMA CITY - Kye era un cane poliziotto coraggioso. Il suo ultimo atto di eroismo lo ha portato fino alla morte, ma prima è riuscito a salvare il suo collega, l'agente Ryan Stark.

Oltre mille persone e dozzine di poliziotti si sono radunati per l'ultimo saluto. Un funerale degno dei migliori agenti che hanno perso la vita per il loro lavoro. Nella bara con tanto di bandiera americana Kye ha commosso il mondo intero.
Era di pattuglia con il suo collega quando è arrivata la chiamata di un furto d'auto. Ne è nato un inseguimento, culminato con un incidente stradale. Il sospettato è scappato a piedi armato di coltello. Intercettato, Kye lo ha aggredito per evitare che l'uomo potesse attaccare l'agene Stark. Ma è stato accoltellato più volte prima di essere ucciso da un colpo di pistola sferrato dal collega.

Il sospettato è morto sul colpo e l'agente Stark è al momento sotto indagine per quanto avvenuto. Ma l'atto di eroismo di Kye non lo farà dimenticare a nessuno.




Ingoia 43 calzini, cane salvo dopo due ore di operazione


Vedere un cane che morde un calzino - per la disperazione dei suoi padroni - non è certo raro, ma un alano di Portland, Oregon, ha superato ogni record.
Il cane, un alano, ha ingoiato ben 43 calzini, ed è stato necessario un intervento chirurgico di oltre due ore per rimuovergli la sacca di materiale estraneo dallo stomaco. I proprietari dell'animale, di tre anni di età e pesa 63 chili, lo avevano portato in ospedale a causa di frequenti conati di vomito e perchè aveva misteriosamente perso l'appetito. A rivelare l'enorme massa nella pancia dell'alano è stata la radiografia eseguita al DoveLewis Emergency Animal Hospital.

QUOKKA A RISCHIO ESTINZIONE, L'ANIMALE PIÙ FELICE DEL MONDO È TROPPO GOLOSO


L'animaletto più felice del mondo rischia l'estinzione. Il quokka, marsupiale sempre con il sorriso sul musetto rischia la vita a causa della sua golosità.

Questo tenero marsupiale originario di un piccolo angolo del sud-ovest dell'Australia a causa del suo muso simpatico e della sua familiarità con gli umani rischia di non riuscire più a riprodursi. Il quokka, infatti, è molto goloso e mangia tutto quello che viene lui dato dagli essere umani. Un'alimentazione, però, non adatta alla sua natura che lo ha portato a sconvolgere le sue abitudini alimentari. Ora l'animale è sulla Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione.



mercoledì 8 giugno 2016

TUCKER, IL GATTO PIÙ TRISTE DEL MONDO, "NESSUNO LO VUOLE PER IL SUO SGUARDO"


Triste, troppo triste, al punto da non trovare un padrone che si prenda cura di lui. Tucker è un gattone dallo sguardo malinconico e non proprio felice, definito per questo il gatto più triste del mondo.

«Nonostante la sua espressione è sempre molto allegro», spiegano i volontari del centro di adozione di Arlington, a Washington, che lo hanno in cura.

Il micio, infatti, è affetto da una malattia genetica che rende il suo sguardo così diverso dagli altri gatti.



Purtroppo il tenero Tucker ha il pelo rovinato a causa della sua malattia ed è costretto ad indossare delle magliette su misura.



Non sarà bello e dallo sguardo vispo ma ha bisogno di un padrone e la rete si sta mobilitando per adottarlo



martedì 7 giugno 2016

AUSTRALIA, KOALA INVESTITO DA UN AUTO: I VIGILI DEL FUOCO GLI FANNO LA RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA E LO SALVANO



Vigili del fuoco e ranger hanno salvato la vita a un koala ferito, praticandogli la respirazione bocca a bocca e un massaggio cardiaco.
È accaduto ieri sera in Australia, nei pressi di Melbourne. L'animale, investito da un'auto, giaceva sulla strada e all'arrivo dei soccorritori, allertati da un automobilista, è fuggito arrampicandosi su un albero. Mentre i pompieri cercavano di raggiungerlo con un'autogru, è caduto da un'altezza di 10 metri, ma i soccorritori erano pronti con un telone e sono riusciti ad afferrarlo. Uno dei ranger gli ha allora praticato la respirazione bocca a bocca e un massaggio cardiaco, riuscendo a rianimarlo. «Pensavamo che fosse morto sull'albero, poi è caduto e l'abbiamo recuperato», ha raccontato alla radio Abc il capitano dei vigili del fuoco Sean Curtin. «Per fortuna uno dei soccorritori aveva esperienza precedente nel rianimare animali, in passato aveva già praticato la respirazione bocca a bocca ad un cane», ha aggiunto. Il koala miracolato è già in via di guarigione in un rifugio per animali selvatici. «Sta meglio, e ha già mangiato delle foglie di eucalipto», ha detto uno dei volontari del rifugio. Da una popolazione stimata di 10 milioni all'arrivo dei coloni britannici, i koala si sono ridotti a circa 43 mila e sono minacciati dalla continua perdita di habitat, dalla circolazione di auto e dagli attacchi dei cani.


Robin Williams E Il Gorilla Koko, Una Coppia Indimenticabile/video



Rendiamo omaggio a Robin Williams con questo video nel quale l’attore incontra Koko, un gorilla molto intelligente, che capisce l’inglese e esprime le emozioni con i gesti. Fra i due nasce subito una grande intesa ed è bello vedere l’animo dell’attore uscire fuori nella sua naturalezza.

L'oca Geraldina e il cane Rex, quando una strana amicizia salva la vita

 
Lui, uno tutto d'un pezzo. Arcigno, duro, scontroso e pronto a mostrare i denti ad ogni occasione. Un passato burrascoso, che ha visto Rex attaccare chiunque si trovasse a tiro, umani e animali. Lei, docile e socievole. Un incontro fortuito quello tra il pastore tedesco Rex e l'oca Geraldina, ma che ha segnato le vite di entrambi, rendendole inseparabili.

Se ancora si crede che i cani siano aggressivigratuitamente o per natura, basta guardare queste immagini per cambiare idea. I due non fanno un passo senza l'altro, condividono tutto, dalla ciotola alla coperta senza mai litigare ma scambiandosi coccole senza fine.

Una storia che sembra incredibile e che ha per testimoni i lavoratori del Puriton Horse and Animal Rescue, nel Regno Unito.

Prima di conoscere Geraldina, Rex era vicino al “braccio della morte”. Raccolto da un cantiere, dov'era stato abbandonato legato ad una catena, il pastore tedesco è stato portato al ricovero dove ha trascorso gli ultimi 8 anni.



Forse a causa dei pesanti abusi per mano degli esseri umani subiti da cucciolo, il pastore tedesco aveva perso la capacità di fidarsi degli altri e aveva assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di chiunque si avvicinasse a lui. Nessuno escluso: da chi doveva portargli il cibo a chi invece era di passaggio. E la possibilità di sopprimerlo sembrava ormai vicina.



Geraldine invece è arrivata da poco al Puriton, tre mesi fa, dopo essere stata portata dalla famiglia che non poteva più occuparsi di lei. Inizialmente ha trascorso del tempo con l'anatra Donald e altri suoi simili, ma poi ha incontrato Rex. E anche lui da allora è cambiato sensibilmente tanto da scongiurare qualsiasi ipotesi di soppressione.



“È così comico vederli mentre si coccolano”, ha detto Sheila Brislin, che gestisce il Puriton Horse, raccontando che non appena Rex si appresta a fare due passi, Guendalina lo segue, e viceversa. “Sono molto affettuosi e lui sta sempre a leccarle la testa e a baciarla. Stanno stretti stretti e dormono insieme ogni sera. Normalmente ogni uccello che avesse attraversato il suo cammino sarebbe stato mangiato da Rex ma non Geraldine”.

Incontri che cambiano, anzi salvano letteralmente la vita.

Dobermann cade nel pozzo, lo salva cagnolina


La meticcia ha cominciato ad abbaiare attirando l’attenzione dei passanti
Piccolina, ma determinata. E’ solo grazie a questa sua qualità se un dobermann si è salvato dopo essere caduto in un pozzo. E’ successo sulle colline di Carrara. L’eroina della storia è una meticcia che, abbaiando con tutta la sua forza, ha attirato l’attenzione dei passanti fino a che qualcuno si è accorto di quanto voleva comunicare: un altro quattrozampe aveva bisogno di aiuto.
L’allarme è stato lanciato da una escursionista, la cui attenzione è stata attirata dall’abbaiare della cagnolina. Per salvare il dobermann, la donna ha chiamato le guardie zoofile dell’Oipa locale (Organizzazione internazionale protezione animali), i vigili del fuoco e il personale del canile sanitario di Massa. Per salvare il dobermann una guardia zoofila è scesa nel pozzo e lo ha preso sottobraccio.

lunedì 6 giugno 2016

NEONATA SALVATA DA UN CANE: BOBBY ATTIRA IL PADRONE NEL BOSCO E FIUTA UN FAGOTTO -VIDEO



NEW YORK – C’è una bambina in Michigan che è viva grazie a un cane che non ha voluto obbedire al padrone e ha testardamente voluto imboccare un viottolo diverso.

Jeff Kopp ha provato a tirare Bobby, a farlo andare per il solito sentiero che imboccavano ogni mattina. Ma il cane non ha sentito ragioni, e Kopp si è rassegnato. Poco dopo ha capito perché Bobby lo aveva trascinato con tanta determinazione: ai piedi di una antenna parabolica fissata a un palo nascosto nel folto delle siepi, c’era un fagottino. “Ho pensato che fosse un coniglio” ha detto Kopp. Ma quando Bobby si è seduto accanto al fagottino, spingendolo delicatamente con il muso, l’uomo ha intuito che non poteva trattarsi di un animale: “Mi sono abbassato e ho visto che si muoveva. Non avevo la certezza che fosse un essere umano, ma ho cominciato a gridare con tutto il fiato che avevo in gola”. Alle sue grida è arrivata la figlia, Cathleen, che non ha avuto esitazioni, si è abbassata, ha spostato un po’ di fogliame che si era posato sul faccino della bimba, e l’ha presa in braccio: “Appena l’ho sollevata da terra, ha cominciato a piangere. E’ stato un enorme sollievo.” La piccola era infreddolita. Secondo i paramedici, era nata da circa sei ore, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, e doveva essere rimasta a terra almeno tre ore, quindi dalle 7 del mattino. Le sue condizioni sono comunque state definite “soddisfacenti”. La storia si è conclusa bene grazie al cane testardo. E’ improbabile che qualcun altro avrebbe visto quel fagotto immobile: la neonata non piangeva e non si muoveva, ed era nascosta dal fogliame. La gente del luogo è stupita che la ragazza, una quattordicenne che tutti conoscono, abbia compiuto il gesto scellerato di abbandonare la piccola all’aperto, lontano da tutti. Ha anche fatto finta di non sapere nulla: si è avvicinata quando sul sentiero sono arrivati i paramedici, e ha chiesto cosa stesse succedendo. Cathleen Kopp, la signora che ha raccattato la bimba da terra e ha chiamato i soccorsi non sa cosa pensare: “E’ vero che ha solo 14 anni. E probabilmente era spaventata. Ma nel nostro Stato ci sono altri modi per abbandonare un neonato, sapendo però che sarà al sicuro”. Nel Michigan infatti dal 2001 vige una legge apposta per le nascite problematiche, per cui una qualsiasi donna può portare un neonato (vale solo per i neonati) alla polizia, all’ospedale, ai vigili del fuoco, e consegnarlo senza che nessuno possa chiederle le ragioni o il nome. L’anno scorso in questo modo 13 bambini appena nati hanno trovato protezione. La stessa ragazzina è adesso ricoverata nell’ospedale in cui si trova la piccola a cui ha dato la vita e che ha abbadonato in un sentiero di campagna. Quanto al signor Kopp, lui non ha dubbi: “Per fortuna mi sono arreso e ho lasciato che Bobby mi portasse su un altro sentiero. Io credo che sia stato il Signore a ispirarlo”.



BOOM DI GATTI NERI ABBANDONATI: "NON VENGONO BENE NELLE FOTO"


Rischia di diventare una vera e propria emergenza quella dei gatti neri abbandonati nel Regno Unito. Le strutture che ospitano i nostri amici a quattro zampe senza un padrone hanno iniziato infatti da tempo a denunciare il fenomeno.
Sono sempre più i mici dal pelo nero che vengono abbandonati dai loro padroni, ma ciò che stupisce veramente è la motivazione con cui la maggior parte di questi decide di disfarsi del proprio gatto come fosse un oggetto. «Dicono che non vengono bene nelle foto da pubblicare sui social network», spiegano gli animalisti britannici. Il fenomeno riguarda principalmente i gatti neri, ma anche i cani dello stesso colore e i felini dal pelo bianco. E pensare che, contrariamente a quanto accade nella nostra cultura popolare, in quella anglosassone i gatti neri sono considerati dei veri e propri portafortuna. Ma in tempi di esibizionismo social, l'amore di un animale per molti non è una priorità. La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, l'omologo inglese del nostro Ente Nazionale Protezione Animali, ha denunciato un aumento annuo del 65% di cani e gatti abbandonati.

LA STORIA DEL CAVALLO CHE FUGGE E VA AL CIMITERO SULLA TOMBA DEL PADRONE/ANNO 2014..LEGGETE


GIULIANOVA "2014" Una pagina del suo «Cuore» a questa storia Edmondo De Amicis l'avrebbe sicuramente dedicata. E' la storia di un cavallo di dieci anni, che da due giorni era fuggito dalla stalla con un'idea ben precisa in testa. Una mattina gli operai della Giulianova Patrimonio, società che cura il cimitero, non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto aggirarsi tra le tombe un cavallo. Ripresisi dallo stupore, con molta calma si sono avvicinati all'animale e lo hanno afferrato per le redini e sistemato in un'area per non farlo scappare o continuare ad aggirarsi tra le lapidi spaventando le persone.
Sul posto sono arrivati i vigili urbani: constatato che l'animale aveva il microchip si sono recati all'ufficio veterinario della Asl per cercare di risalire al proprietario. All'improvviso è comparso al cimitero un giovane, che chiedeva se per caso qualcuno avesse notato un cavallo: da due giorni lo cercavano inutilmente, ma poi ha pensato al cimitero. Perchè, ha detto il giovane, «il cavallo cercava la tomba di mio padre, il suo primo padrone al quale era molto affezionato, tanto che nel giorno dei funerali avevamo dovuto portarlo con noi qui al cimitero quasi vicino alla tomba dove è stato sepolto». Quando il cavallo ha visto il giovane padrone, poco lontano dalla tomba tanto desiderata, senza scomodare Pascoli lo ha accolto con un «alto nitrito», si è fatto prendere per le briglie e docilmente ricondurre nella stalla.
Storie del genere hanno avuto per protagonisti dei cani, ma mai di un cavallo.

Omni, la gatta senza occhi ha ritrovato casa


La proprietaria ha percorso oltre 4345 km per riportarla sul suo divano

L’hanno chiamata “Omni”, diminutivo di Omnipotent (Onnipontente). E in effetti questa gattina sembra in grado di fare qualunque cosa: priva di entrambi gli occhi dalla nascita, la felina è riuscita a sopravvivere per cinque giorni da sola e randagia prima che qualcuno la ritrovasse per restituirla alla sua famiglia.

Brian Clines, il suo proprietario, l’aveva trovata nel Baharain (Medio Oriente), durante il servizio militare per la Marina statunitense. Nella sua nuova casa in Oklahoma (Stati Uniti), la gatta, nonostante la sua disabilità, si era subito resa molto indipendente dimostrando una gran capacità di orientarsi per il cibo, la lettiera e gli altri spazi. Una capacità che l’è stata utile quando si è trovata sola in mezzo a una strada.

Clines l’aveva lasciata a un suo amico perché aveva impegni di lavoro full-time, ma, forse perché disorientata dal nuovo ambiente, Omni ha deciso di scappare. Per sua fortuna, dopo cinque giorni, qualcuno l’ha trovata e portata al Midwest City Animal Welfare.

La storia ha un lieto fine che è pieno d’amore: grazie ai dati contenuti nel microchip, i volontari della struttura hanno preso contatto con la madre di Clines. La donna, che vive in Florida, vista l’impossibilità del figlio a badare alla micia, è salita in auto e ha fatto una vera maratona su quattroruote: ha percorso oltre 4300 km per riportare l’adorata gattina sul suo divano e prendersi cura di lei.

Il gatto morde una donna e il sindaco lo fa arrestare


Il primo cittadino di Casalgrande ha emesso un'ordinanza per mettere in quarantena l'animale in attesa dei responsi Asl
Morde la vicina: il sindaco lo sbatte ai domiciliari.
Incredibile ma vero. La reclusione non è più una pena soltanto per gli uomini.
Anche cani e gatti, sempre più spesso, ne pagano il prezzo. Non (ancora) per mano dei giudici, bensì su decisione dei sindaci.

A Casalgrande, comune in provincia di Reggio Emilia, il primo cittadino Alberto Vaccari ha ordinato la segregazione provvisoria di un felino dopo l'assalto sferrato tra i miagolii ad una signora del quartiere. «Capisco che firmare e leggere un'ordinanza per fermare un gatto - si giustifica Vaccari - possa suscitare ilarità, ma il Regolamento di polizia veterinaria parla chiaro». La norma, forse l'unica che dai tempi degli antichi romani abbia trovato applicazione uniforme e sia scevra da dubbi interpretativi, risale al lontano 1954. E proprio per la sua anzianità, oltre che per molte sue previsioni ormai anacronistiche, è più volte entrata nel mirino delle associazioni animaliste.

«Quando un animale a sangue caldo morde un essere umano» - spiegano i veterinari dell'Asl di Scandiano, competenti ad indagare sul gatto reggiano - siamo obbligati a tenere sotto controllo l'animale, per appurare che non abbia trasmesso malattie, come la rabbia, che in Italia sono state debellate ma che potrebbero ripresentarsi».

E sarà pur vero, come ha sentenziato qualche settimana fa il Tar di Reggio Calabria, che gli animali domestici sono da ritenersi portatori di interessi giuridici da tutelare, ma l'uomo continua a rimanere specie dominante anche nel diritto. Ed il castigo più frequentemente adottato in via cautelare per ogni attacco di lesa maestà è quello del confino tra le mura domestiche, come accaduto al micio morsicatore di Casalgrande. Non certo il primo, probabilmente neppure l'ultimo, a finire al gabbio casalingo. Nel 1998 i ferri erano scattati alle zampe di Merlino, gattone nero che a Parma aveva osato azzannare un'anziana. Passò alla storia per essersi riguadagnato la libertà dopo un lungo periodo di riabilitazione in famiglia.

Sulle sue orme, oltreoceano, Lewis, il terrore di Sunset Circle, il quartiere d'una cittadina del Connecticut dove impunito nel 2006 aveva preso ad affondare i suoi taglienti incisivi nei polpacci dei passanti, quasi a voler vendicare - accertarono i veterinari - le violenze subite da cucciolo. Sensibile come un uomo, condannato come un cane. Perché neppure a Fido viene risparmiata l'onta della detenzione domiciliare. A Sabbioncello San Vittore, alle porte di Ferrara, ricordano ancora la vicenda di Brioche, un volpino di neanche 3 chili che nella primavera del 2012 aveva preso di mira la dirimpettaia dei suoi padroni e per questo era stata prontamente reclusa.

Vive sul web invece, nonostante i due anni trascorsi dal fatto, la leggenda di Lisippo, batuffolo bianco di razza Westy spedito in quarantena a Firenze per un graffio rifilato istintivamente ad un malcapitato pensionato incappato in una zuffa tra cani: per la liberazione della bestiola invano si mobilitarono a centinaia su Fb. Non hanno fatto neppure un giorno di carcere, né a casa né in galera, i proprietari del pastore corso dimenticato in auto e lasciato nell'abitacolo per 14 ore, nel luglio del 2013, a Moncalieri, nel torinese: lui, per i danni irreversibili riportati durante l'assurda prigionia, è stato abbattuto. I suoi smemorati aguzzini se la sono cavati con una denuncia. Perché la legge, come la storia, la scrivono sempre i più forti. Senza mai patire i morsi. Neppure quelli della coscienza.

domenica 5 giugno 2016

Da cane fantasma alla catena a una casa felice


La vita può cambiare, anche in soli 58 giorni. Può cambiare anche quando si è un cane fantasma costretto alla catena in condizioni fisiche devastanti. Può cambiare se si incontra una persona come Matt che non ha girato la testa da un’altra parte quando ha visto quel cucciolo destinato a un triste destino.



Tutto ha avuto inizio in una cittadina rurale del nord della Florida dove l’uomo si trovava per lavoro. Solo pochi giorni, ma sufficienti per cambiare la sua vita e quella di una cagnolina. Ed è stato lì che ha visto una cucciola legata con una catena a un albero. La sua libertà arrivava al massimo a sette metri da quel tronco. Spaventato e denutrito, l’animale viveva lì alla mercé di un gruppo di persone, spesso consumatrici di droghe.



«Il primo giorno era molto spaventata e quando ho provato a darle qualche cracker, ma lei cercava di nascondersi da me - racconta l’uomo a un giornale locale -. Il giorno dopo ho portato un po’ di acqua fresca e, dopo qualche titubanza, è impazzata per i cracker. È in quel momento che ho capito che non me ne sarei andato via senza di lei».



Le sue condizioni era tremende: aveva 75 zecche, insetti di ogni tipo, un inizio di rogna e la pancia piena di vermi. Ma per fortuna Matt non si è perso d’animo: dopo essere riuscito a convincere le persone che la tenevano in quelle condizioni, l’ha portata via con sé. Appena salita in macchina, la cagnolina l’ha subito ringraziato scodinzolando e leccandogli la faccia.

Il recupero non è stato facile: la cagnolina, probabilmente di tre o quattro mesi d’età, era pelle e ossa e Matt ha dovuto nutrirla poco per volta, l’ha ripulita da zecche e insetti e gli ha dato i medicinali per combattere i vermi.

L’uomo avrebbe voluto tenerla, ma lavorando 60-80 ore a settimana non avrebbe potuto farlo. Così ha preso contatto con un rifugio per animali che l’hanno presa in affido e che l’ha sempre informato sugli sviluppi: lì la cagnolina è stata curata, ha seguito dei corsi di educazione per cuccioli che hanno vissuto esperienze analoghe, e dopo 60 giorni è completamente rinata. Così bella e così dolce che ha trovato una famiglia che l’ha adottata.

Tutto grazie a un uomo, Matt, che non ha girato la testa da un’altra parte quando ha visto un animale in difficoltà. 









Germania, i cani in carrozzina rincorrono un bastone con i loro amici/VIDEO



Nonostante abbiano perso l'uso delle zampe posteriori questi sfortunati cagnolini sembrano divertirsi un mondo in compagnia dei loro amici
Questi cagnolini "a rotelle" si divertono con altri amici che hanno l'uso di tutte e quattro le zampe. A farli giocare è questa signora tedesca che lancia loro un bastone in mezzo ai campi. Nonostante gli animali abbiano perso l'uso delle zampe posteriori rincorrono il bastone abbaiando agli altri cani più fortunati di loro.