FORT WORTH (TEXAS) - Una storia tremenda arriva dal Texas. È quella di Sid, un cane malato portato dal proprio padrone a morire per evitargli delle inutili sofferenze. Sei mesi dopo, però, la macabra scoperta. Il suo amico a quattro zampe era ancora in vita, tenuto in gabbia nel retro della clinica veterinaria e usato come cavia per le trasfusioni.
Il veterinario Millard Lucien Tierce, 71 anni, è stato arrestato con l'accusa di crudeltà verso gli animali. Fu lui stesso a diagnosticare una malattia spinale congenita a Sid, che lo avrebbe ucciso, consigliando al padrone, Marian Harris, di procedere all'eutanasia. Alla vista del padrone, il cane è impazzito di gioia saltando subito nella sua auto. Il sig. Harris ha così portato il suo Sid in un'altra clinica dove gli è stata data la bella notizia: il cane sta bene e non deve essere soppresso.
Mariette Forssman era un safari alla Mjejane Game Reserve in Mozambico quando la sua carovana inciampato su un adorabile piccolo di bufala. Il bambino stava chiamando la sua mamma più e più volte, ma ha attirare anche l'attenzione di un leone. All'ultimo momento, prima che il leone affamato potesse colpire il cucciolo, la sua mamma è balzata fuori per metterlo in salvo.
Questa storia ha davvero dell’incredibile e ci ricorda come gli animali sappiano dare a noi umani profonde lezioni di vita. Un bimbo di 1 anno, infatti, è stato salvato da 8 gatti, che si sono presi cura di lui procurandogli il cibo necessario, lavandolo e tenendolo al caldo durante la notte. E’ accaduto a Misiones, in Argentina.
La scoperta è avvenuta casualmente per opera di una poliziotta, che ha raccontato:
Stavo camminando e ho notato un gruppo di gatti seduti molto vicini tra loro, vedendo l’immagine insolita mi sono avvicinata per dare uno sguardo più attento, e sul fondo di una grondaia ho visto un bambino. Uno dei gatti lo leccava, per lavarlo dallo sporco in cui era. Quando mi sono avvicinata i gatti hanno protetto il bambino soffiando su di me, tenevano il bambino al caldo mentre dormiva.
Inoltre, accanto a quello che potremmo chiamare senza esagerare un Mowgli post litteram, vi erano anche degli avanzi di cibo, raccolti, con ogni probabilità, dai felini. Il medio che ha visitato il piccolo dopo il suo ritrovamento ha supposto che gli animali lo tenessero al caldo di notte rannicchiandosi su di lui.
La polizia, chiaramente, si è subito messa alla ricerca dei genitori, riuscendo a rintracciare solo il padre, che poi si è rivelato essere un senza tetto. L’uomo ha confermato di aver perso il piccolo da diversi giorni. Qui, ci sarebbe da aprire un bel discorso, ma sarebbe fuori luogo, lasciatemi solo dire: ma come si fa a perdere un bambino di 1 anno che cammina a malapena!? Mah…
Il portavoce del Benessere degli animali in Berkshire Thames Valley, ha dichiarato che, in base alla loro esperienza, le colonie feline sono abituate a prendersi cura dei cuccioli di ogni gatta. Probabilmente, vedendo il piccolo bisognoso di cure, sebbene non appartenente alla stessa “specie”, hanno agito di istinto, dimostrando tutta la loro incredibile “umanità”.
E’ successo ad Agnadello, in provincia di Cremona, quando è arrivata la chiamata ai vigili del fuoco di Crema: “La mia gatta si è rintanata in un buco e non riesce più a uscire”, che si recano in casa di questa famiglia, per vedere che cosa succede.
La loro micia di casa, un animale adulto, in mattinate ha deciso di esplorare il condotto di aerazione della cucina, fatto in plastica, sistemato a mezzo metro d’altezza e abbastanza stretto.
Tanto stretto che ha permesso alla gatta di entrare ma non di uscire, in quanto l’animale non è più riuscito a girarsi e sulla plastica non poteva far presa neppure con le unghie.
Esaminata la situazione e dopo aver cercato in qualche modo di raggiungere l’animale, ai vigili del fuoco non è rimasto altro che adottare una soluzione drastica: rompere il muro e raggiungere l’animale nel punto in cui era rimasto incastrato.
L’operazione è durata circa un’ora, ma alla fine la gatta è stata raggiunta e liberata.
Vi abbiamo mostrato più volte come nel regno animale nascano spesso e senza alcun problema amicizie fra specie anche molto diverse. Succede spesso soprattutto in quei casi in cui in una fase dello loro vita i due amici sono cresciuti assieme.
La storia di oggi la riporta GeaPress e arriva dalle campagne di Siena, dove una giovane Martora torna di tanto in tanto a giocare con una sua amica Inca.
Martin, questo il nome della Martora, era stata accudita da Andrea Cucini, Guardia del WWF. Aveva così conosciuto Inca, femmina di Pastore tedesco di nove anni di età, addestrata, in collaborazione con la Polizia Provinciale di Siena, nella ricerca delle esche avvelenate. Un lavoro utilissimo, che ha già salvato la vita a numerosi animali.
Inca vive con Andrea ed entrambi, di tanto in tanto, ricevono al visita di Martin, ormai riabilitato e tornato alla vita naturale.
“Ogni volta che si incontrano – riferisce Andrea Cucini a GeaPress – è uno spasso. Stanno molto tempo a giocare, si rincorrono e fanno finta di prendersi a morsi. Nonostante Martin sia molto più piccolo di Inca, trovano la maniera per divertirsi, come nel caso delle “passeggiate” di Martin sul dorso di Inca“.
La Martora rimane qualche minuto a giocare, si diverte e fa divertire. Poi sembra quasi salutare; si volta verso Inca ed Andrea, e ritorna nei suoi boschi.
Inca, dal canto suo, è un cane speciale. Oltre al veleno è stata addestrata a ricercare le armi che hanno già sparato. Anche ad una certa distanza Inca avverte l’odore della polvere da sparo ed indirizza senza esitare verso l’arma, magari occultata tra la vegetazione. Anche in questa maniera ha salvato tanti animali.
Una “Guardia” speciale del WWF, divenuta amata mascotte nel corso dei numerosi servizi ove è stata impiegata. Poi, una volta a casa, c’è sempre la speranza di incontrare Martin, la Martora compagna di giochi.
Uscire di casa ed andare a farsi una camminata è un’abitudine che accomuna tutti coloro che hanno un cane: guinzaglio, sacchetto e paletta, e via a sgranchirsi le gambe e le zampe!
Questo vale se si ha uno o due cani, ma secondo quanto riporta Eticamente, c’è un allevatore canadese,Tikki Smith, ha ben 42 teneri, dolci e amorevoli San Bernardo da portare a passeggio! Certamente cani bellissimi, senza ombra di dubbio, ma molto molto impegnativi.
A chi passeggia nei boschi di Lasqueti Island in Canada può capitare di assistere dal vivo all’insolito spettacolo che vede protagonisti un bimbetto di pochi anni, suo papà e una mandria di vitelli pelosi, alti alla spalla fino a 80 cm e del peso di 100 kg!
C’e stato un periodo in cui questa razza di cani era “usata” dall’uomo per ricercare le persone rimaste sotto la neve, in origine e si parla del 1600 erano allevati dai monaci svizzeri, ma era conosciuto come mastino alpino e grazie alla grossa mole, aiutava i monaci a trasportare formaggi e altri viveri con un carretto, ma faceva anche la guardia contro i briganti, che a quell’epoca si aggiravano in quelle zone. La denominazione cane di San Bernardo, dal santo di Aosta, venne usata per la prima volta nel 1862, in occasione di un’esposizione cinofila presso Birmingham, e si iniziò ad usare universalmente verso il 1880. La stesura del primo standard di razza risale al 1887.
Se volete gustarvi anche voi questa incredibile passeggiata nei boschi
Riley è un mix Collie con un grande cuore! Salvato dalla spazzatura da cucciolo , il cane che ora ha 5 anni, è devotissimo alla sua famiglia e molto affettuoso, soprattutto con i nuovi membri più piccoli.
"Riley è stato salvato da un bidone della spazzatura, quando aveva solo 6 settimane di vita", ha raccontato a DogHeirs Megan Di Caro. "Abbiamo preso Riley con noi, così, dopo questa bruttissima esperienza iniziale, ha potuto conoscere l’amore di una famiglia".
Megan ha condiviso queste adorabili foto di Riley con un gattino in affido e con i suoi gemelli appena nati, che mostrano quanto meravigliosamente dolce Riley possa essere e come ha saputo ricambiare il gesto d’amore che gli ha salvato la vita.
"Prendo in affido dei gattini orfani per la società umanitaria locale e Riley li ama tutti!", ha detto Megan . "La prima foto è dell’ incontro di Riley con un nuovo gattino di nome Griffin".
"Riley sa anche essere un fratello maggiore molto protettivo. Ora i nostri gemelli hanno 7 mesi e Riley non lascia mai il loro fianco!", ha detto Megan. E ha aggiunto: "Si può vedere benissimo in questa foto con i gemelli quando avevano solo 2 settimane di vita".
Tutto merito di Lulù”. Sì, perché questa cagnolina, abbaiando, è riuscita ad attirare l’attenzione dei padroni e a svegliarli, mentre la casa stava andando a fuoco.
Secondo quanto riporta Il Giorno, da un’abitazione di Soresina qualcuno ha notato uscire del fumo e anche l’abbaiare disperato di un cane.
Aperta la porta, i primi soccorritori hanno visto che nel corridoio c’erano le fiamme e una cagnolina che stava abbaiando forsennatamente.
Grazie a una catena umana e con alcuni secchi, il fuoco è stato spento prima dell’arrivo dei vigili del fuoco che adesso stanno verificando le cause che hanno appiccato le fiamme ai mobili.
Grazie allarme dato dalla cagnolina Lulù nessuno si è fatto male e la casa è stata salvata, con il solo danno di un paio di mobili bruciati e una parete annerita.
Al momento dell’incendio la padrona di casa era già uscita, ma al piano superiore stavano dormendo i suoi figli.
Un senzatetto finisce in ospedale dopo una colluttazione in strada e il suo cane resta ad aspettarlo per 8 giorni all’esterno della struttura. È questa la storia che arriva da Passo Fundo, in Brasile, paese commosso dalla fedeltà di questo cagnolino al suo padrone.
Secondo quanto riporta TicinoOnline, l’uomo era stato ricoverato in seguito a una rissa, ma poi era dovuto rimanere in ospedale perché i medici si erano accorti che aveva bisogno di un’operazione chirurgica per rimuovere un melanoma malingno.
Durante tutto il periodo di degenza il suo cane, che era rimasto ovviamente fuori dall’ospedale, ha aspettato il suo ritorno davanti alle porte della struttura.
Dopo l’operazione, i medici e gli infermieri hanno accompagnato l’uomo, sulla sedia a rotelle, all’ingresso e qui hanno assistito ad una scena commovente: appena visto il padrone, il cane è impazzito, saltandogli addosso, iniziando a guaire e a scodinzolare senza sosta.
Il padrone è poi tornato in ospedale, dove dovrà restare per un periodo di cure, durante il quale a prendersi cura del cane saranno alcuni volontari.
NAPOLI - E' comparsa all'improvviso per le vie del piccolo centro Foce del Sarno, in Campania. Una giovanissima pitbull di neanche un anno con una grave malformazione alle zampe anteriori. Facile intuire il perché del suo abbandono. Chi l'ha mollata in strada condannandola ad una lenta agonia non ha avuto un briciolo di cuore pensando al suo grave handicap. Stavolta però la macchina della solidarietà è partita in quarta.
Un gruppo di volontari ha cambiato il destino della povera creatura. L'Associazione Zoofila Nocerina, il Canile di Cava e gli animalisti del gruppo di Sarno, hanno unito le forze e fatto il miracolo: la Pit è salva. Valentina Legnaro del Pitbull Amstaff Rescue-Italia si è offerta di accogliere la piccola al Nord, di farla operare e poi trovarle una famiglia che l'ami per sempre. Della serie: non giratevi mai dall'altra parte
SUMATRA - Un orango di 14 anni è stato colpito con un proiettile dai bracconieri nella foresta dell'isola di Sumatra, in Indonesia. Lo hanno salvato i medici del centro Sumatran Orangutan Conservation Programme. In questa immagine straordinaria l'orangutan sembra perfettamente a proprio agio sul lettino, sotto le mani dei dottori. Il centro ha già salvato circa 280 animali, di cui 200 sono stati reintrodotti nel loro habitat naturale. La situazione di questi primati è sempre più critica a causa della distruzione delle foreste e della presenza dei bracconieri
LONDRA - L'uno ha salvato l'altro e ora sono amici inseparabili. Si tratta di Jonny Hickey, un bambino autistico e il suo cane Xena, un pitbull trovato in gravissimo stato di denutrizione e salvato miracolosamente.
«Da quando il cane è in casa con noi sento il rumore delle risate ogni giorno», racconta la mamma del bambino. Xena ora ha un posto sicuro e una famiglia che la ama e Jonny non è più un bambino timido e schivo, ma un chiacchierone socievole con tutti. Xena è stata soprannominata "The warrior puppy", un animale guerriero, perchè oltre a riuscire a sopravvivere è anche riuscita a cambiare in positivo la vita di un bambino malato. I due sono inseparabili e a testimoniarlo sono le foto su Facebook e i video, la loro è una delle più belle amicizie che possano nascere tra un cane e un essere umano.
LOS ANGELES - Una storia commovente quella di Zoey, un cane nato a Taiwan, salvato da una morte certa e catapultato a Los Angeles nella casa di una fotografa di animali. Sette anni dopo aver adottato Zoey,Grace Chon, ha messo al mondo il piccolo Jasper. I due hanno stretto un rapporto strettissimo con il bimbo che è letteralmente "pazzo" per il suo amico a quattro zampe. La donna ha voluto immortalare questo legame con una simpatica gallery fotografica che ha fatto innamorare il web. Cappelli strani, occhiali da sole e tanti sorrisi.
SAN DIEGO - Rannicchiata su un cumulo di rifiuti che le hanno fatto da cuccia in una discarica, malnutrita e col pelo rado: così è stata trovata la cagnetta Miley dal volontario che l'ha salvata da una morte imminente. Se oggi Miley è in ottima forma è merito della Fyzzy Pet Foundation, un'associazione del Sud California che si è presa cura di lei e l'ha rimessa a nuovo. Quando è arrivata da loro, molte sono state le cure a cui è stata sottoposta, a partire da bagni di antibiotici per le sue infezioni. Una dieta con il cibo migliore ha fatto il resto. Così Miley è stata gradualmente introdotta alla vita con gli altri animali e con l'uomo, ai quali non era abituata a causa del lungo tempo trascorso in solitudine.
Dopo un mese dal salvataggio, Miley era pronta per essere adottata: la fondazione ha dovuto selezionare tra oltre 500 possibili candidati e alla fine ha trovato per la cagnetta una casa piena di gioia e amore, la migliore possibile, dove si è completamente rimessa in sesto.
Qualche tempo fa lo davano tutti per spacciato, oggi Buck - un Pitbull di circa tre anni - è diventato negli Usa una vera e propria icona delle campagne contro il maltrattamento degli animali. Il protagonista a quattro zampe di questa storia è balzato agli onori della cronaca quando, mesi addietro, qualcuno - secondo il Dipartimento di Polizia di Montgomery Couny, che ai tempi ne ha diffuso la notizia - ha pensato bene di sparargli in testa e nel muso, per poi chiuderlo in un sacco e gettarlo via, ai margini della strada, come fosse spazzatura. Buck ha perso per sempre la vista, ma la sua voglia di vivere a tutti i costi è stata più forte e, nonostante sembrasse spacciato, è riuscito a cavarsela e rimettersi in sesto. A tal proposito - riporta un articolo pubblicato sul sito huffingtonpost.com - è stata allora lanciata una campagna on line per pagargli le spese mediche. Inoltre, per Buck è stata inaugurata una Fondazione che uno dei suoi soccorritori, Tami Augustyn, ha creato in suo onore: “Tutto il supporto che mi hanno dato, mi ha fatto capire che avevo l’opportunità non solo di aiutare Buck, ma anche gli altri animali, e di aumentare la consapevolezza sul maltrattamento degli animali e sull’importanza della loro tutela”. Come se non bastasse, la storia di questo dolce Pitbull è talmente, i mesi scorsi, rimbalzata sui vari social network da venirne a conoscenza, oggi, anche la lega professionistica della Major League Baseball americana (MLB). Ed è così che, commossi dalle sue vicissitudini, gli Houston Astros hanno invitato il quattro zampe a “lanciare il primo tiro”. Da maltrattato e quasi morto, oggi Buck può essere considerato una vera star.
I cani possono essere i nostri amici migliori, come tutti sappiamo, ma possono esserlo anche tra di loro. Tika e il suo compagno Kobuk, due cani eschimesi, dopo aver allevato insieme otto cucciolate stavano trascorrendo gli anni della vecchiaia insieme ad Anne Bekoff. Kobuk era un cane simpatico e vivace che chiedeva continuamente attenzione; era sempre pronto a far capire quando voleva una grattatina sulla pancia o una strapazzata alle orecchie; era anche piuttosto rumoroso e, con il suo ululare, si faceva strada nel cuore di tutti. Tika era più calma e piuttosto discreta. Se qualcuno provava a grattarle la pancia o le orecchie, Kobuk si intrufolava al suo posto. Tika sapeva che non poteva mangiare se il cibo non era sufficientemente lontano dalla portata di Kobuk. Se le capitava di intralciare la strada a Kobuk quando lui voleva uscire, Kobuk di regola la travolgeva, scavalcandola per raggiungere con foga la porta. Negli anni che trascorsero insieme, Tika e Kobuk impararono ad appianare le loro differenze. Ma le cose erano destinate a cambiare. Un giorno, sulla gamba di Tika comparve un piccolo gonfiore che fu diagnosticato come tumore maligno. Tutto a un tratto il comportamento di Kobuk cambiò. Divenne mesto e non voleva allontanarsi da Tika. E quando le fu amputata la zampa e Tika iniziò ad avere problemi locomotori, Kobuk mostrò i segni della sua preoccupazione per lei. Smise di intrufolarsi al suo posto e non gli importava neanche che a Tika fosse concesso di salire sul letto senza di lui. Circa due settimane dopo l’operazione, Kobuk svegliò Anne nel mezzo della notte, nel modo che gli era solito quando aveva davvero bisogno di uscire. Tika era in un’altra stanza e Kobuk corse da lei. Anne si alzò e li condusse fuori, ma entrambi non fecero altro che stendersi sul prato. Anne udì che Tika guaiva sommessamente e si accorse che il suo ventre era gonfio e ingrossato. Tika stava per avere un collasso, ma il veterinario la operò e riuscì a salvarle la vita. Se Kobuk non avesse portato Anne da Tika, Tika quasi certamente sarebbe morta. Tika guarì e Kobuk tornò ad essere prepotente come prima, anche se Tika camminava su tre zampe. Ma ora Anne sapeva ciò che Tika aveva sempre saputo: che Kobuk sarebbe stato lì, per lei, ogni volta che Tika ne avesse avuto bisogno. Marc Bekoff – dalla parte degli animali
Il ragazzo, di cui si sa solo il nome, Belal, e dall’aspetto sembrerebbe essere nella sua prima adolescenza, con aria di sfida ha tenuto il piccolo animaletto nella mano tesa sopra la sua testa dopo essersi tuffato nel fiume in piena. Durante il salvataggio gli spettatori che stavano guardando allibiti, non erano sicuri se il ragazzino sarebbe riapparso di nuovo. Non appena, finalmente, è sbucato dall’acqua i locali hanno applaudito mentre il cerbiatto veniva riunito con la sua famiglia. L’incredibile episodio, è accaduto a Noakhali, Bangladesh, quando il giovane animale si è separato dalla sua mamma durante piogge torrenziali e le inondazioni che stanno impazzando nel Paese. Hasibul Wahab, un fotografo professionista, ha immortalato l’atto coraggioso durante un viaggio di lavoro. Ha riferito che la gente del posto vede un sacco di cervi morire durante la stagione delle piogge e che loro fanno tutto il possibile per proteggerli. “E’ stato davvero un ragazzo coraggioso – il fiume era così pieno di acqua e c’era alta marea, abbiamo pensato che potesse annegare“, racconta il signor Wahab. “Il mio amico era pronto a saltare nel fiume per salvare il ragazzo. Ma lui ha fatto tutto da solo, e quando è tornato lo abbiamo ringraziato per quello che aveva appena fatto. C’erano solo 5 o 7 persone che stavano osservando, ma è stato uno spettacolo fenomenale“‘.
Stava perdendo coscienza quando i soccorritori "Animal Aid" sono arrivati e sembrava essere stato recentemente colpito alla testa, anche se nessuno aveva visto come e con che cosa. Il sangue fresco li colava sul viso. Appena i soccorritori "Animal Aid" sono arrivati gli hanno trattato e fasciato la ferita profonda. Dormì quasi costantemente per le successive 2 settimane, al risveglia ha mangiato e bevuto un po 'per conto suo, ma che mostrava solo brevi segnali di interesse per i suoi dintorni. Avevamo paura che aveva subito danni permanenti al cervello dal trauma.Ma un giorno nella sua terza settimana di trattamento qualcosa è cambiato! La sua lunga coda ha iniziato a scodinzolare poi si alzò da sola e tutti i ragazzi di Animal Aid la baciarono, e si gettò tra le braccia di coloro che l'avevano vegliata per giorni.
Un cucciolo ferito era andato in un antico tempio per trovare riparo e se ne stava seduto in un angolo dietro uno dei santuari, il collo era imbevuto di sangue con diverse ferite profonde. Un visitatore al tempio lo ha visto e ha chiamato helpline soccorso di animali.
Quando i nostri soccorritori sono arrivati lo hanno trovato seduto, in stato di shock, quasi immobile e non rispondeva. Era gravemente disidratato dalla perdita di sangue ed era in condizioni critiche. Ci sono voluti diversi giorni di fluidi IV e farmaci prima che la sua condizione si stabilizzasse.
Guardare il suo bel recupero dopo quasi 4 settimane di trattamento nel video.